giovedì 14 luglio 2011

Notte, note e stelle

Si, gli impegni ufficiali si sono diradati. Ma vuol dire soltanto che ogni tanto ci riserviamo il piacere di fare musica per noi stessi. Per esempio la sera dal 12 luglio, compleanno (....anta, cifra tonda) della cantante.
Festa, ovviamente, ma se una cantante festeggia lo fa in musica.
E' stata anche l'occasione per cantare e suonare insieme a diversi amici che, per un motivo o per l'altro, hanno lasciato un po' da parte voce e strumenti...o almeno la faccia tosta di usarli in pubblico.


Ma quando li abbiamo invitati a cantare insieme, sono scattati tutti come se non aspettassero altro. E via con canzoni d'autore, irlandesi, siciliane, di tutto un po'. Qui nella foto siamo sull'accordo finale della siciliana "La pampina di l'aliva" , che abbiamo dedicato alla ....ntenne cantante.



e la pampina di l'aliva

di l'aliva la pampina


veni lu ventu, la cutulia,

la cimiddia, cascari la fa
Ma che c'entra la foglia d'olivo, che qui vale "tutto è destinato a cadere al primo soffio di vento"? E' questo il modo di fare gli auguri?
Beh, la cantante lo sa, specie quando il venticello diventa bufera.
E le stelle?
La ....ntenne cantante ha voluto dedicare a tutti una canzone di Chieffo


La notte che ho visto le stelle

non volevo più dormire,
volevo salire là in alto per vedere…
e per capire.



e quando a ....anta anni si vuole salire per vedere e per capire....non si è vecchi. Auguri!

martedì 24 maggio 2011

Consuntivo parziale

Difficile racchiudere in pochi scatti tutta la bellezza del lavoro fatto a Natale ...

mercoledì 2 febbraio 2011

Non si finisce mai di iniziare


Oggi abbiamo lavorato ad un nuovo elenco di canti, una nuova sfida, note e accordi che vogliono essere cantate e suonati da noi... un paziente lavoro di ricerca pescando nella tradizione siciliana, dai canti d'amore a quelli di lavoro, dai doppi sensi degli innamorati ai richiami potenti dei pescatori nelle tonnare...

Confesso, non sono certo portata per natura a cimentarmi con questo repertorio, preferirei fare altro (in effetti chitarra e voce stiamo lavorando ad alcune ballate irlandesi bellissime e struggenti) ma confrontarsi con ciò che piace ad altri è altrettanto bello e importante che seguire le proprie naturali inclinazioni..

E così stasera abbiamo ripreso, gli inizi non finiscono mai (parafrasando il grande Eduardo), con l'arrivo anche di due nuovi amici che hanno avuto la temerarietà di fidarsi ed hanno accettato il nostro invito a fare assieme questo pezzo di strada... continuando a guardare alla musica come a ciò che custodisce il desiderio di bellezza e felicità che c'è nel nostro cuore.


p.s.

la foto testimonia il lavorìo... lo spray che uso per la gola, la barchetta che ho fatto usando la carta di una caramella, gli occhiali di basso extra, un pezzo di Martha (la chitarra), la nuova scaletta le mani della nuova voce, gadget dei Beatles (anche lì chitarra e voce stiamo lavorando) ... pezzetti di una storia che continua ...


oh, ma c'è spazio....
anche per l'Inghilterra, per l'Irlanda
e per tutto quello che sta oltre lo Stretto...
nei ritagli dei ritagli dei ritagli di tempo.
Basso Extralarge.

venerdì 28 gennaio 2011

Joyce Irish pub

Ma chi lo doveva dire, chi lo doveva.....

Il mai sufficientemente lodato ethnochitarrista prende lezioni di finger picking, e il suo maestro, Paolo Capizzi, lo invita a suonare qualcosa in un 'open mic' presso il pub di cui sopra. Fin qui, onoratissimo l'ethnochitarrista, ma niente di trascendentale. Il problema è la frase che segue l'invito: "portati la cantante col suo microfono e fate qualche pezzo".

Panico e terremoto, specie per la cantante. E che gli facciamo? questi sono abituati a generi che noi non pratichiamo, moderna, jazz melodico, acoustic....tutto tranne musica etnica. E poi due di noi (voce maschile e fisarmonica) non sono disponibili per rispettivi impegni.

Il chitarrista abbozza fiducioso, la cantante cantante entra in paranoia e io la prendo a ridere, specie per la faccenda del microfono. Noi ce li facciamo prestare, e solo per le grandi occasioni.. La punzecchio brutalmente: da una parte c'è l'istinto della primadonna, dall'altra la paura del confronto con un pubblico che si suppone perplesso e poco attento (noi sappiamo cosa significa cantare per gente che sta mangiando la pizza).

Basta. La sera prima decidiamo per Genesis di Jorma Kaukonen, I Wonder, Duermete nino chiquito. Manca qualche pezzo allegro in inglese (fa molto Irish pub), ma non abbiamo il tempo di inventarcelo. Vada per il calypso (The virgin Mary had a baby boy), e sarà quel che sarà.



Così ci presentiamo e ripassiamo qualcosa, in attesa della pizza e della doverosa birra. La faccia della cantante dice tutto.


Resta sempre il problema del pezzo allegro. Alla disperata, la cantante chiama la Ethnofiglia: "eeeeeeh, siamo quiiiiii, se vuoi passareeeeee magari fai qualcosiiiiiiiiiina....."
La ragazza non canta più con noi per impegni di studio, ma è venerdì sera, siamo nel cuore della movida cittadina, la pulzella è in giro col moroso, e soprattutto conosce un sacco di frizzante roba irlandese.

La subdola mossa materna ha effetto immediato. Cinque minuti prima di essere chiamati sul palco, donzelletta (e moroso) sono a rapporto. Viene varato il classico irlandese da taverna, Cockles and mussels, senza provare.

Eccoci sul palco (che in realtà è un oscuro angolino) a proporre Genesis, love ballade di Jorma Kaukonen, in cui l'allievo dà buona prova di sè al maestro



Poi, tra facce a punto interrogativo, I wonder






ed infine la storia di Molly Malone che vende cozze e molluschi e fa innamorare la gente di Dublino. All'impronta, riesco a sviolinare tanto bene che un baldo flautista (scopriremo poi che suona benissimo il flauto traverso) si unisce e improvvisa alla perfezione.






Che dire....Piuttosto che elucubrare, è meglio farsi guidare dalla situazione e prendere il bello che c'è, musica in testa.



E ora chi li tiene più.....

domenica 16 gennaio 2011

E ora?

La stagione natalizia è finita, otto spettacoli, milioni di note, molte cene. Non serve fare bilanci, ma è stato un passo avanti, prima per noi e poi per ciò che abbiamo detto e cantato.
E ora?
Gli altri anni avremmo aspettato l'estate, ma stavolta c'è qualcosa da fare, quindi si continua.
Una preside, che ha ascoltato uno dei nostri spettacoli, ci ha proposto di intervenire in un lavoro che si sta facendo  nella sua scuola, e noi ci siamo venduti la pelle dell'orso prima di averlo catturato.
Non sappiamo come e con che cosa, ma per marzo bisogna essere pronti  con una rassegna di popolari siciliani sull'amore e il lavoro.
Quindi al lavoro, e sotto con libri, raccolte, google.e youtube.
Può anche darsi che l'organico cambi ancora. A noi le cose lineari non piacciono, evidentemente, ma tant'è.

E poi c'è il vecchio progetto della Passione siciliana, copione già pronto, ma tutto da montare.

E poi c'è la vita di tutti i giorni con le sue infinite esigenze.

Bene, lo sapeva anche Jake Blues, che ha coniato la frase che, da sola, sostiene il 50% del lavoro dei dilettanti.
Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare




Siamo ancora in  missione per conto di Dio.