sabato 19 dicembre 2009
lunedì 14 dicembre 2009
Dicembre: sul palco!
Fatto. Abbiamo provato il provabile, litigato il litigabile, sovvertito il sovvertibile, limato il limabile. Adesso ci aspetta il giudizio del pubblico, e ormai vogliamo il palco.
La prima volta sarà il 20 dicembre. Catania, Palazzo della cultura, incontro con Rosetta Brambilla, responsabile AVSI e veterana della presenza in Brasile (quarant'anni nelle favelas....)
Faremo una versione ridotta dello spettacolo, condividendo il palco con due musicisti brasiliani che la accompagnano e che non conosciamo ancora. Pare si debba suonare insieme ma non abbiamo la minima idea di cosa e come. Il solito 'quid' di imponderabile...
La prima volta sarà il 20 dicembre. Catania, Palazzo della cultura, incontro con Rosetta Brambilla, responsabile AVSI e veterana della presenza in Brasile (quarant'anni nelle favelas....)
Faremo una versione ridotta dello spettacolo, condividendo il palco con due musicisti brasiliani che la accompagnano e che non conosciamo ancora. Pare si debba suonare insieme ma non abbiamo la minima idea di cosa e come. Il solito 'quid' di imponderabile...
lunedì 2 novembre 2009
Novembre. Ora si fa sul serio
Lo spettacolo di Natale ha preso forma, almeno sulla carta. Ora ci attende il lavoro più impegnativo, più divertente e più complicato. Trasformare le idee in proposta.
Proposta musicale, ascolto, idea, andare a toccare il cuore di ogni persona del pubblico. Chissà....
E poi una marea di imbrogliamenti personali di tutti noi, e ogni prova sembra che sia la prima, e non ci siamo mai tutti, e niente è chiaro, preciso e compiuto.
Insomma comincia il thrilling che culminerà un istante prima della prima andata in scena.
Ma il bello non è proprio questo?
Ecco perchè siamo tutti sorridenti, certo non perchè dicevamo "cheese".
A proposito, la foto è cambiata ed adesso è in posizione fissa nella pagina, ma la fotografa è sempre la stessa
Proposta musicale, ascolto, idea, andare a toccare il cuore di ogni persona del pubblico. Chissà....
E poi una marea di imbrogliamenti personali di tutti noi, e ogni prova sembra che sia la prima, e non ci siamo mai tutti, e niente è chiaro, preciso e compiuto.
Insomma comincia il thrilling che culminerà un istante prima della prima andata in scena.
Ma il bello non è proprio questo?
Ecco perchè siamo tutti sorridenti, certo non perchè dicevamo "cheese".
A proposito, la foto è cambiata ed adesso è in posizione fissa nella pagina, ma la fotografa è sempre la stessa
sabato 10 ottobre 2009
Ottobre: si lavora
Tanta carne al fuoco. Abbiamo già un'idea della scaletta per il nuovo spettacolo natalizio, ma più la si guarda e più pare impegnativa.
Si va dalla lauda medievale alla ballata americana moderna, passando per Sardegna, Campania, Spagna, Trinidad, Venezuela ed altro ancora. Ed anche i generi sono tutti diversi.
Arrangiamenti, interpretazione, ordine dei brani, introduzioni: tutto da inventare.
Prevedo che scorreranno fiumi di rosolio alla cannella.
Si va dalla lauda medievale alla ballata americana moderna, passando per Sardegna, Campania, Spagna, Trinidad, Venezuela ed altro ancora. Ed anche i generi sono tutti diversi.
Arrangiamenti, interpretazione, ordine dei brani, introduzioni: tutto da inventare.
Prevedo che scorreranno fiumi di rosolio alla cannella.
sabato 12 settembre 2009
Settembre: andiamo, è tempo di migrare ...
D'Annunzio non c'entra, ma si ricomincia, anche se con un post senza foto.
Progetti per il Natale: un Natale polietnico, lo fanno quelli famosi -male- e perchè non noi?.
Poi contatti da attivare, voci e strumentisti da cercare, cose note da registrare, cose nuove da fare, e così via.
Quello che nel marketing si chiama brainstorming, e in italiano mettere carne al fuoco.
In questi momenti, la tentazione è quella di mettersi sul piedistallo (o palco) in modo da farsi dire bravi, ma davvero ci basta? Meglio lasciarsi guidare da ciò che cantiamo e lasciare che, senza forzature, il bello e l'umano della musica popolare si facciano strada da soli.
E' una sfida, ma per fortuna quello che conta, più che i titoli accademico-musicali, è saper vedere.
Progetti per il Natale: un Natale polietnico, lo fanno quelli famosi -male- e perchè non noi?.
Poi contatti da attivare, voci e strumentisti da cercare, cose note da registrare, cose nuove da fare, e così via.
Quello che nel marketing si chiama brainstorming, e in italiano mettere carne al fuoco.
In questi momenti, la tentazione è quella di mettersi sul piedistallo (o palco) in modo da farsi dire bravi, ma davvero ci basta? Meglio lasciarsi guidare da ciò che cantiamo e lasciare che, senza forzature, il bello e l'umano della musica popolare si facciano strada da soli.
E' una sfida, ma per fortuna quello che conta, più che i titoli accademico-musicali, è saper vedere.
domenica 21 giugno 2009
Serata col Serra Club
20 giugno. Siamo stati invitati dalla locale sezione del Serra Club in occasione della conclusione dell'anno sociale, alla presenza si S.E. l'Arcivescovo mons. Gristina.Abbiamo proposto una breve antologia di canti popolari: il lavoro, l'amore, l'addio, il sacro: tutto per come ci è testimoniato da brani noti e meno noti della nostra tradizione.
Niente folklore, solo l'umano.



Solo l'umano: quello che c'è nei canti, quello che emerge da solo senza forzature, quello che ancora ci accomuna (e come non potrebbe?) ai conterranei di 20, 100, 200 anni fa. Quello che, per esempio, consente di cantare "Vitti 'na crozza" come un'avventura dell'esistenza.E' questa la chiave del gradimento che il pubblico, attento e coinvolto, ci ha voluto riservare.

E' questo il motivo per cui, oltre alla accoglienza veramente cordiale, ringraziamo il Serra Club di Catania per averci dato questa occasione.
sabato 24 gennaio 2009
♫ 4/4 di pizza in Mi+ ♫
Abbiamo inziato a lavorare per la Settimana Santa... ripresa di canti, tradizone siciliana, laudi e affini... la ricerca è un mare tempestoso e sterminato, che fare dunque ?Siamo andati alle origini.
Alle origini del nostro modo di far musica, di quella passione condivisa che genera amicizia... insomma siamo andati a casa del nostro amico don Alfio C.
Parafrasando Dante potrei dire "io non so ben ridir...", così preferisco fare un post a quattro mani e chiedo l'ausilio di basso extralarge...
Nell'ordine, Contralto a T.I., don Alfio, Extralarge e Ostinato.Nemmeno io (Extralarge) so ben ridir, ma ci provo.
Intanto era naturale un rapido accenno (un'ora e mezza) su trascorsi recenti e non recenti di varia umanità. Poi, quattro pizze tagliate in quarti per non fare torto a nessuno (da cui il titolo del post) e debitamente annaffiati con esaltante vino novello di Maniace (c'è un nesso tutto da studiare tra musica e tavola).
Quindi Alfio ha cominciato a frugare nel suo archivio (alle nostre spalle, nella foto, una piccola parte di quello cartaceo) e abbiamo cominciato a imbastire vari percorsi. Quello della tradizione siciliana, innanzitutto, e qualche incursione nelle Laude medievali.
Ma con don Alfio è più facile parlare in musica che in italiano.
Quindi mano al PC e all'archivio elettronico, e via col MIDI. Si legge dallo schermo, si canticchia, si esplora qui e lì.
Il movimento delle mani di don Alfio, da buon direttore, è sempre più eloquente. Il nostro, in senso opposto, pure.E mentre noi facciamo fatica a tenere il passo con le finestre che si aprono e si chiudono, Alfio copia, incolla, traspone, ritocca, fa suonare, invita a cantare a memoria la melodia appena letta sulla base MIDI appena creata, spiega che le terze diventano seste, che il contralto
tanto vale che legga il basso mentre il tenore stavolta fa il tenor, e poi qui (vedete?) è un falso bordone, quindi è chiarissimo, e così via per due orette.
Be', be', può andare....Insomma, nelle sue mani pare che la musica si costruisca da sola, anzi sembra che venga fuori quella che già c'è, più o meno nascosta, aspettando solo che qualcuno la canti e la suoni.
E' un altro pianeta, ma ... a lavorare!
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