lunedì 2 novembre 2009

Novembre. Ora si fa sul serio

Lo spettacolo di Natale ha preso forma, almeno sulla carta. Ora ci attende il lavoro più impegnativo, più divertente e più complicato. Trasformare le idee in proposta.
Proposta musicale, ascolto, idea, andare a toccare il cuore di ogni persona del pubblico. Chissà....

E poi una marea di imbrogliamenti personali di tutti noi, e ogni prova sembra che sia la prima, e non ci siamo mai tutti, e niente è chiaro, preciso e compiuto.
Insomma comincia il thrilling che culminerà un istante prima della prima andata in scena.

Ma il bello non è proprio questo?
Ecco perchè siamo tutti sorridenti, certo non perchè dicevamo "cheese"

sabato 10 ottobre 2009

Ottobre: si lavora

Tanta carne al fuoco. Abbiamo già un'idea della scaletta per il nuovo spettacolo natalizio, ma più la si guarda e più pare impegnativa.

Si va dalla lauda medievale alla ballata americana moderna, passando per Sardegna, Campania, Spagna, Trinidad, Venezuela ed altro ancora. Ed anche i generi sono tutti diversi.

Arrangiamenti, interpretazione, ordine dei brani, introduzioni: tutto da inventare.

Prevedo che scorreranno fiumi di rosolio alla cannella.

sabato 12 settembre 2009

Settembre: andiamo, è tempo di migrare ...

D'Annunzio non c'entra, ma si ricomincia, anche se con un post senza foto.

Progetti per il Natale: un Natale polietnico, lo fanno quelli famosi -male- e perchè non noi?.
Poi contatti da attivare, voci e strumentisti da cercare, cose note da registrare, cose nuove da fare, e così via.

Quello che nel marketing si chiama brainstorming, e in italiano mettere carne al fuoco.

In questi momenti, la tentazione è quella di mettersi sul piedistallo (o palco) in modo da farsi dire bravi, ma davvero ci basta? Meglio lasciarsi guidare da ciò che cantiamo e lasciare che, senza forzature, il bello e l'umano della musica popolare si facciano strada da soli.

E' una sfida, ma per fortuna quello che conta, più che i titoli accademico-musicali, è saper vedere.

domenica 21 giugno 2009

Serata col Serra Club

20 giugno. Siamo stati invitati dalla locale sezione del Serra Club in occasione della conclusione dell'anno sociale, alla presenza si S.E. l'Arcivescovo mons. Gristina.

Abbiamo proposto una breve antologia di canti popolari: il lavoro, l'amore, l'addio, il sacro: tutto per come ci è testimoniato da brani noti e meno noti della nostra tradizione.


Niente folklore, solo l'umano.










Solo l'umano: quello che c'è nei canti, quello che emerge da solo senza forzature, quello che ancora ci accomuna (e come non potrebbe?) ai conterranei di 20, 100, 200 anni fa. Quello che, per esempio, consente di cantare "Vitti 'na crozza" come un'avventura dell'esistenza.



E' questa la chiave del gradimento che il pubblico, attento e coinvolto, ci ha voluto riservare.


E' questo il motivo per cui, oltre alla accoglienza veramente cordiale, ringraziamo il Serra Club di Catania per averci dato questa occasione.

sabato 24 gennaio 2009

♫ 4/4 di pizza in Mi+ ♫

Abbiamo inziato a lavorare per la Settimana Santa... ripresa di canti, tradizone siciliana, laudi e affini... la ricerca è un mare tempestoso e sterminato, che fare dunque ?
Siamo andati alle origini.

Alle origini del nostro modo di far musica, di quella passione condivisa che genera amicizia... insomma siamo andati a casa del nostro amico don Alfio C.

Parafrasando Dante potrei dire "io non so ben ridir...", così preferisco fare un post a quattro mani e chiedo l'ausilio di basso extralarge...
Nell'ordine, Contralto a T.I., don Alfio, Extralarge e Ostinato.

Nemmeno io (Extralarge) so ben ridir, ma ci provo.

Intanto era naturale un rapido accenno (un'ora e mezza) su trascorsi recenti e non recenti di varia umanità. Poi, quattro pizze tagliate in quarti per non fare torto a nessuno (da cui il titolo del post) e debitamente annaffiati con esaltante vino novello di Maniace (c'è un nesso tutto da studiare tra musica e tavola).

Quindi Alfio ha cominciato a frugare nel suo archivio (alle nostre spalle, nella foto, una piccola parte di quello cartaceo) e abbiamo cominciato a imbastire vari percorsi. Quello della tradizione siciliana, innanzitutto, e qualche incursione nelle Laude medievali.

Ma con don Alfio è più facile parlare in musica che in italiano.

Quindi mano al PC e all'archivio elettronico, e via col MIDI. Si legge dallo schermo, si canticchia, si esplora qui e lì. Il movimento delle mani di don Alfio, da buon direttore, è sempre più eloquente. Il nostro, in senso opposto, pure.

E mentre noi facciamo fatica a tenere il passo con le finestre che si aprono e si chiudono, Alfio copia, incolla, traspone, ritocca, fa suonare, invita a cantare a memoria la melodia appena letta sulla base MIDI appena creata, spiega che le terze diventano seste, che il contralto tanto vale che legga il basso mentre il tenore stavolta fa il tenor, e poi qui (vedete?) è un falso bordone, quindi è chiarissimo, e così via per due orette.

Be', be', può andare....


Insomma, nelle sue mani pare che la musica si costruisca da sola, anzi sembra che venga fuori quella che già c'è, più o meno nascosta, aspettando solo che qualcuno la canti e la suoni.

E' un altro pianeta, ma ... a lavorare!

sabato 17 gennaio 2009

9 - La ethnocena

Finito il Natale si ripongono i presepi e si ripongono gli spartiti della Novena... sono stati giorni densi e pieni di incontri con amici di ogni genere, con loro abbiamo condiviso la nostra passione per il canto e per la ripresa della nostra tradizione, insomma è stato un periodo fantastico.
Ieri sera abbiamo voluto fare il punto della situazione e quale modo migliore di una bella cena ?

Ovviamente un ethnomenù:

  • salumi siculi di vario tipo

  • olive nere e verdi

  • formaggi siciliani, tuma, pepato fresco e perla nera

  • un ottimo syrah (rosso siciliano)

  • lasagne alla merins (bianche con funghi e spinaci)

  • insalata di arance con cipollotta fresca e aringa affumicata (per amatori)

  • gelato

  • biscotti alla cannella fatti in casa e...

  • rosolio di cannella !!! Poteva mancare ?

Un bel convivio canoro in piena regola, come dice la sopranorussa siamo una famiglia... sì, perchè condividere il gusto per la bellezza ci rende familiari, credo sia un grande effetto del racconto della nascita di Gesù letto dal popolo siciliano.
Ci siamo satollati e rimpinzati a dovere e intanto abbiamo rivissuto tutti gli spettacoli fatti e abbiamo cominciato a pensare alla Pasqua...
Novena punto e capo : l'avventura ricomincia.







p.s.
in foto il rosolio casalingo preparanto dalla santa madre di extralarge e i biscotti fatti dalle sante mani di contralto ethnomerins







La postilla di Extralarge:

E sì, per una volta senza strumenti, tranne quelli da tavola. E tra una portata e l'altra, qualche comunicazione di servizio.
La prima è che abbiamo raccolto 1400 euro.
Come guadagno fanno ridere, come gesto di carità del nostro pubblico no. Tre o quattro persone nel mondo potranno mantenersi a studiare per un anno.
E poi il guadagno c'è stato, e lo si può rintracciare nei post precedenti, ma non si misura in euro.

Si continua. Ora c'è Pasqua.

venerdì 9 gennaio 2009

Suor Anna Chiara (8)


Novena a casa di amici. L'ultima della stagione, pressochè fuori programma.

E chi è suor Anna Chiara?

Qui le parole corrono il rischio di affollarsi inutilmente. E' una monaca, di clausura, badessa di un monastero, in "vacanza" nella sua città di origine, Catania, perchè la mamma sta male. E fin qui tutto normale (si fa per dire).

Il punto è che il monastero di cui è badessa lo stanno ancora costruendo. In Congo. Cioè in un posto sfruttato da tutto il mondo, dove la paga di un operaio è un dollaro al giorno, che ha tanti abitanti quanto l'Italia ma che è grande quanto l'Europa, dove l'agricoltura è sconosciuta, la gente è poverissima e le malattie vengono attribuite al malocchio.

E il punto è ancora che questa donnina piccolina e con i capelli bianchi, che parla piano ma che tutti ascoltano, ha il nerbo di una verga d'acciaio e la tenerezza di una mamma che sorride, monumento vivente a ciò che Gesù riserva a quelli che si dedicano a lui.

Abbiamo cantato per lei e per tutti gli amici che l'avevano invitata a raccontare qualcosa della sua impresa (mica solo il monastero...scuola, lavoro, educazione alimentare etc etc).
Stavolta ciò che è stato tirato fuori dai portafogli si trasformerà in pannelli fotovoltaici. E già, lì non c'è rete elettrica e un litro di carburante per un generatore costa un dollaro.
Quanto la paga di un operaio.

Ma il sorriso di suor Anna Chiara è impagabile.